ANOMALIE URBANE.Make World Before Buildings 
Ciclo di autoformazione sul tema della metropolis e della costruzione di habitat sociali.



L’università rappresenta il tempo e lo spazio in cui ci muoviamo e oggi governa la formazione degli studenti regolando il loro approccio con la cultura e preparando una classe lavorativa abituata ad eseguire ed incapace di rielaborare.
Viviamo l’impossibilità di sfruttare il nostro tempo “libero” in maniera creativa, unico momento che abbiamo per unire veramente il percorso didattico alla maturazione individuale e quindi sociale.

In questo particolare contesto, venuto meno il mandato formativo dell’università, aggravato da un ulteriore dismissione dovuta al dl 180, come studenti Iuav nell’Onda vogliamo trasformare l’università in uno spazio pubblico di confronto e partecipazione, ‘riappropriandoci dei tempi, dei desideri, degli spazi e dei saperi nelle facoltà e nelle città.’

Noi studenti siamo I produttori del sapere e dobbiamo dunque avere la possibilità di organizzarlo.

Come abbiamo già avuto modo di affermare, lo strumento dell’autoformazione ha, per noi, diverse valenze che si intrecciano di fronte e dentro alla situazione odierna del nostro ateneo..
La tanto dichiarata interdisciplinarietà ad Architettura è realizzata per lo più nell'ambito scientifico-tecnologico-ingegneristico, senza la dovuta apertura alle discipline artistiche e umanistiche.

Autoformazione significa rifiutare la “liceizzazione” dei programmi universitari dovuti al restringimento dei moduli nel 3+2 e quindi ridiscutere I temi e i modi della didattica riappropriandosene.Per scardinare un’educazione automatizzata, in cui il tempo dello studente è quantificato in crediti, rivendichiamo che lo scambio di idee e la cooperazione sociale, in una libera circolazione della conoscenza, siano il motore della produzione e diffusione dei saperi, e come tali vengano legittimati.
Attraverso un’auto-attestazione di frequenza, gli studenti che seguiranno il ciclo potranno ottenere un numero di crediti adeguato al lavoro messo in campo nella preparazione dell’evento e alle ore previste nello svolgimento dei seminari-laboratori.

Per maggiori informazioni sulle conferenze in corso:
consulta il sito VAUI o il blog VENEZIA vs 133

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Re-Morion con vista sul ghetto sudafricano 
Rassegna stampa


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PARADISE KANANA SCHOOL PROJECT AL LABORATORIO MORION 
LABORATORIO DI PROGETTAZIONE E AUTOCOSTRUZIONE DAL 23 AL 28 FEBBRAIO

Progetto per una scuola elementare nella township di Johannesbourg (South Africa)

Il Workshop coinvolge studenti delle facoltà di Architettura
dell'Università di Venezia (IUAV) e di Vienna con la cooperazione di
Rebiennale e del Laboratorio Morion. Il progetto "Kanana school" sarà
realizzato nell'estate del 2009 dalla comunità sudafricana e dagli
studenti che hanno costruito il modello sperimentale in scala reale.

IUAV, Università di Architettura di Vienna, Rebiennale





Il Sudafrica si prepara per la Coppa del mondo di football del 2010, il panorama è una scenografia lussuosa e verticale, fatta di grattacieli in vetro e acciaio, molto cemento e, poco distante ma al capo opposto delle città, alla fine di strade sterrate, le township con i loro modesti cantieri di mattoni per costruire centri sportivi o culturali e scuole.
Le opere avanzano insieme ai due estremi geografici e sociali delle
principali città sudafricane. Architetti e urbanisti del Sudafrica ci
raccontano che "il modo di fare le città non è cambiato dopo l'apartheid.
Si continua a spostare o mandare i poveri sempre più distante, e questo rende ancora più poveri". Due mondi che vivono in compartimenti stagni e che la fine del sistema dell'apartheid, dopo quindici anni, non ha mescolato o ravvicinato.
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Riapre il Morion, laboratorio di progettazione ed autocostruzione con Exyzt 


dal 10 al 14 febbraio 2009

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ED AUTOCOSTRUZIONE

Riapre il MORION

Un cantiere vivente di rigenerazione urbana:
dall’elaborazione creativa dei materiali di scarto della Biennale di Architettura 2008 ad un progetto di trasformazione e riutilizzo degli spazi come bene comune.

con EXYZT

Exyzt è un collettivo internazionale di architetti nato
nel 2003 con progetti di autocostruzione negli spazi
inerti di Parigi,oggi interviene in Europa e in Africa
e ovunque ci sia l'esigenza di inventare mondi
dove le realtà si mescolano.


Inventiamo dei mondi dove le realtà si mescolano, giochiamo a fabbricare nuove regole di democrazia, stimoliamo la creatività per rinnovare le pratiche sociali.
Se lo spazio viene creato a partire da dinamiche di scambio da sinergie, ciascuno di noi diventa architetto del mondo.
(collectif Exyzt)




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Rebiennale: la mostra non finisce e se ne va per la città 


L'argilla di Frank Ghery, pannelli di ferro, plexiglass, e tanto altro ancora. E' ciò che rimane della Biennale di Architettura. Ma alcuni padiglioni hanno permesso agli studenti di appropiarsi dei «rifiuti». E così tutto ciò che resta di un grande evento artistico rivivrà in progetti di autorecupero e autocostruzione

VENEZIA
Piove e fa freddo. L'Arsenale di Venezia ha un che di inquietante sotto la pioggia. Sarà perché così si rivela maggiormente il suo essere scheletro. Archeologia industriale. Ora che le opere della Biennale architettura sono state quasi tutte smontate e i capannoni sono semi vuoti sembra appunto una di quelle grandi fabbriche svuotate, involucri che quando ci cammini dentro ti sembra di sentire le voci degli operai che li vivevano. Però l'Arsenale di Venezia, almeno una parte, rimane per fortuna vuoto soltanto per pochi mesi. Da qui a qualche settimana infatti tornerà a pullulare di operai, esperti, artisti pronti ad allestire la prossima Biennale. Quest'anno quella d'arte.

Il lavoro di smantellamento delle opere della Biennale Architettura non è ancora finito. Infatti ci sono ancora un po' di materiali accatastati. Sono plexiglass, pannelli di ferro (erano quelli della nuova mappa di Roma), c'è anche la bellissima foto di gruppo dei costruttori della casa di legno del campo nomadi di Roma, il Casilino 900. E poi c'è argilla, tanta argilla. E' l'argilla di Frank Gehry.
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