
L'AUTORECUPERO DELLA SPIAGGIA
La spiaggia non è un ambiente naturale, non lo è più. Non esiste perché è
semplicemente là come la riva del mare che la bagna, non spunta da una
costa ma è l'addizione di materie e di elementi, la moltiplicazione di
energie ma anche la sottrazione di territorio e la divisione,
parcellizzazione del profitto. Fare un progetto e realizzare Globalbeach
significa prima di tutto essere capaci di leggere la geografia
socio-economica della città e osservare quello che esiste là dove si vuole
intervenire. Globalbeach è un lavoro. Di questo non se ne parla, come
fosse semplice svegliarsi la mattina e fare un cantiere in spiaggia,
piazzare delle strutture, fare pulito e preservarne l'equilibrio
ambientale. Fare Globalbeach non è un'idea alternativa o una forma di
occupazione effimera staccata dalla realtà cittadina, è una realtà
cittadina. Una delle questioni che vuole sollevare l'occupazione di
Globalbeach è anche quella della lottizzazione che privatizza la spiaggia
e ne determina l'accesso e l'uso esclusivo con evidente esproprio di un
bene comune e sottomissione alla governance territoriale privata. Pensare
Globabeach diventa quindi pensare ad un'appartenenza alla città e la
spiaggia deve essere socialmente riconosciuta e valorizzata. La spiaggia
non è solo un bene comune, è un bene necessario, le sue infrastrutture
sono un bene condiviso che condiziona e trasforma lo spazio definito
pubblico, la spiaggia come l'ambiente in generale è un modello sociale ed
economico, Globalbeach intende esprimere un modello che parla di
riappropriazione di welfare. Mettendo insieme, assemblando degli elementi
semplici e basilari per un approccio diretto al rapporto tra sostenibilità
ambientale ed energetica, costruzione- fabbricazione-produzione di
reddito. Occupare e occuparsi della spiaggia è segno di quanto cittadini
e visitatori o turisti, sono sensibili alla riqualificazione dal basso del
territorio e dei quartieri. Guardare la città dall'alto immaginando una
soluzione alla devastazione della laguna ed al degrado architettonico del
centro storico è uno spettacolo di cui non chiediamo repliche. Hanno
sperato che ci abituassimo alle fotografie aeree della grande opera che
cresce e avanza nella laguna, il Mose, immaginandola come il corpo di
un'ingegnoso e inevitabile dispositivo di difesa dal mare come se il mare
e la laguna non fossero parte della città. Il Mose è e resterà un corpo
estraneo alla vita di Venezia perché proteggere la città esige una
consapevolezza e un impegno politico sul piano energetico, economico e
ambientale.
Rebiennale
"Dal riciclaggio alla riqualificazione urbana, il progetto Rebiennale
assume forme diverse. Dal 2008, il lavoro che ci impegna con i veneziani
investe gli spazi e i materiali 'di scarto' con lo scopo di rerstituirli
alla città e ai suoi abitanti.
La presenza del turismo, in particolare durante gli eventi culturali o
mostre internazionali potenzialmente rigenera i luoghi, spostare persone e
materiali per dare vita ad uno spazio di vita possibile, per svelarne le
potenzialità e contribuire ad una storia... quella di Globalbeach è uno
dei capitoli del progetto, noi ci saremo per occuparla e abitarla, per
costruirla e raccontarla.
La Mostra del Cinema segna la fine dell'estate e intendiamo partecipare
approfittado degli ultimi raggi di sole sulle dune della spiaggia! "
Collettivo EXYZT - Global beach, settembre 2009
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